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3] MAGDALENA PULIVO LE CASE ORA RIPULISCO I CRIMINALI
4] MAGDALENA PULIVO LE CASE ORA RIPULISCO I CRIMINALI
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6] MEDIASET scheda Programmes RIS 5 - DELITTI IMPERFETTI
7] Franco Forte e La Compagnia della Morte
8] Vini con delitti: bianchi, rossi e frizzanti
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Il caso Cogne
Erika & Omar
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F. Carretta


Delitti Imperfetti - Garofano Luciano

Titolo: Delitti imperfetti. Sei casi per il Ris di Parma
Autore: Garofano Luciano
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Titolo: Delitti imperfetti. Atto II. Nuovi casi per il Ris di Parma
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RIS5 - Delitti Imperfetti 5 - RIS 5




Ferdinando Carretta Ferdinando Carretta Ferdinando Carretta



Parma. E' il 4 agosto 1989. La famiglia Carretta sta partendo in camper per le vacanze. Tutti insieme: alla guida c'è il padre Giuseppe, lì accanto la madre Marta, dietro sono seduti i figli Ferdinando e Nicola. Passa un mese. Nessuno torna. I vicini pensano subito ad una fuga. la famiglia Carretta fa la bella vita ai Caraibi, dice la gente al bar. Si godono i soldi che Giuseppe ha preso alla azienda del settore vetrario Cerve, dove ha lavorato per trent'anni. Passano altri due mesi e la scena si sposta, anche la città. Ora siamo a Milano, nel novembre 1989. Il camper della famiglia Carretta viene ritrovato in un parcheggio di periferia. E qualcuno ha un'intuizione. Un pubblico ministero ancora sconosciuto, Antonio Di Pietro, è certo: «Non c'è alcun mistero, c'è solo un figlio che ha massacrato i genitori ed è scappato». Ma non ci sono altri indizi e sul giallo di Parma cala il silenzio per nove anni.
Londra, 22 novembre 1998. Un poliziotto ferma un pony express, lo multa per divieto di sosta. È Ferdinando Carretta, ha i suoi documenti, non ha cambiato nome. Vive in un appartamento nella periferia della City quasi in povertà. Gli inquirenti italiani, messi in guardia da un articolo della Gazzetta di Parma, lo interrogano. «Non so nulla dei miei - dice - non li vedo da anni». Ma ormai i contorni della storia sono definiti. La pista del camper era quella giusta. Il pubblico ministero di Parma, Francesco Saverio Brancaccio, convince Ferdinando a rientrare in Italia.

E come ogni giallo che si rispetti giunge il colpo di scena. Tutto avviene in pubblico, il 30 novembre 1998, davanti alle telecamere della trasmissione di Raitre "Chi l'ha visto". Ferdinando confessa così il triplice omicidio.
La ricostruzione del delitto così immediato e diretto sconvolge la tranquilla serata degli italiani davanti al mezzo televisivo. Ferdinando carica la Walther calibro 6,35 mentre é in bagno. Poi esce e chiude le finestre. Il padre Giuseppe, sale le scale, si toglie le scarpe. Nel ripostiglio Ferdinando lo colpisce più volte al petto. Ma non é finita. E' il turno della madre Marta. colpita al cuore. Ferdinando ricarica la pistola e attende il fratello Nicola e lo uccide. Di notte, Ferdinando mette in ordine l'appartamento, getta la pistola in un canale. I corpi dei suo familiari li seppellisce in una discarica. Non si troveranno mai più.

Il caso Carretta è chiuso. La sentenza giunge il 15 novembre 1999. La Corte d'Assise di Parma assolve Ferdinando perché capace di intendere e di volere. Al verdetto si arriva sulla base della perizia psichiatrica di tre esperti. Cesare Piccinini, incaricato dal Tribunale, Vittorino Andreoli e Giovanbattista Cassano. Per cinque anni, Ferdinando viene rinchiuso nell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, nel mantovano.


Sabato 21 febbraio 2004 avviene la svolta. Il Tribunale di sorveglianza gli concede la semilibertà dopo la richiesta dei suoi avvocati Marco Moglia e Gianluca Paglia. La decisione renderà possibile uscite più frequenti dall'Ospedale psichiatrico in cui si trova dal dicembre del 1998. Ferdinando Antonio Carretta oggi ha 41 anni. Sul suo futuro è molto ottimista, davanti a sé vede un lavoro, una famiglia, dei figli, una vita normale. Nel frattempo frequenta un corso di informatica all'istituto Enaip di Mantova quattro mattine la settimana. I medici sono ottimisti sul suo recupero psichico e sulle possibilità di reinserimento. Ferdinando è stato curato ed è guarito, può condurre un'esistenza normale. Ne sono convinti i professori, ma sarà vero? Il professor Piccinini ha seguito le sue sorti in questi anni...
Ferdinando appare una persona serena. Georgia Azzali, cronista della Gazzetta di Parma lo ha incontrato in occasione della causa civile, intentata dalla zie Paola Carretta, sorella del padre, e Adriana e Carla Ghezzi, sorelle della madre, per l'eredità stimata in circa mezzo milione di euro
"A Parma per ora non torno" dice oggi Ferdinando Carretta. Immagina il suo futuro lontano da quella città. Ferdinando è pronto a rifarsi una vita. A vederlo oggi dedicarsi agli studi di informatica, alla falegnameria, alle lingue straniere e alla contabilità, lo si direbbe un uomo tranquillo e sicuro di sé. Le tempie imbiancate, il volto più rotondo, gli conferiscono, almeno sul piano estetico, un aspetto rassicurante. Non vi é più traccia dei tic nervosi, dell'ossessione paranoica che gli italiani videro il 30 ottobre 1998 davanti al piccolo schermo, il giorno che Ferdinando decise di vuotare il sacco e raccontare il triplice omicidio dei suoi cari